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🬧 The NomadNet Encyclopedia | Archives | Info
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Itri
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mwhqItri è un mwhgcomune italiano di mwhw10 585 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwjaprovincia di Latina nel mwjqLazio.

Contents

Clima
Storia
Simboli
Altro
Media
Cinema
Strade
Sport
Altro
Note

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Geografia fisica

Territorio

Posta a 170 m mwkgs.l.m., la cittadina sorge in una caratteristica vallata tra le falde occidentali dei mwkwmonti Aurunci (passo di San Nicola), a circa 8 km dalla linea di costa. Si trova lungo il percorso della mwlavia Appia, tra mwlqFondi (con la quale confina a ovest) e mwlgFormia (con la quale confina a est). Itri confina inoltre con mwlwEsperia a est, con mwmaCampodimele a nord e con mwmqSperlonga e mwmgGaeta a sud.

Costa

A sud il territorio si affaccia sul mare con un breve tratto di costa rocciosa e frastagliata denominata mwnqCala Cetarola, ove vi è la spiaggia sottostante l'antica via romana mwngFlacca o Valeria, una piccola e caratteristica baia di ciottoli (simile alla spiaggia dei "Sassolini" di mwnwScauri), situata sul litorale tra mwoaGaeta e mwoqSperlonga ed a breve distanza dalla cosiddetta "spiaggia della Grotta delle Bambole". Il suo valore ambientale è stato confermato dal Ministero dell'Ambiente che ha inserito la "costa rocciosa compresa tra Sperlonga e Gaeta" nell'elenco dei siti di mwogNatura 2000, la rete europea di aree destinate alla conservazione della diversità biologicacite-ref-4[4]. Inoltre, fa parte del comune di Itri Punta dello Scarpone, adiacente alla spiaggia di Sant'Agostino di mwpwGaeta.

Montagna

I rilievi montuosi presenti nel suo territorio spesso superano i 1000 m di quota, come nel caso del mwrwmonte Cervello alto 1.004 mwsam s.l.m., del mwsqmonte Trina alto 1.062 m mwsgs.l.m. o del mwswmonte Ruazzo alto 1.314 m mwtas.l.m. Tra questi, che sono per lo più a carattere roccioso, si estendono numerose ed ampie radure. Tali zone, per la frequenza dei temporali primaverili-estivi che rinverdiscono la vegetazione, erano sede di alpeggio da maggio a ottobre inoltrato. Nelle giornate limpide, dalle alture, si osservano le isole dell'mwtqArcipelago Ponziano, il mwtgCirceo, mwtwIschia e l'intero mwuaGolfo di Gaeta.

Clima

La situazione orografica di Itri conferisce al territorio un clima non uniforme, poiché frequenti sono i fenomeni microclimatici che caratterizzano zone ristrette del territorio comunale. Si va dal temperato fresco al temperato caldo, da un clima marino ad uno montano. Il centro urbano, posto a 170 m mwuws.l.m., gode di un clima che si mantiene equilibrato: in inverno è protetto dai venti freddi grazie ai monti che lo circondano; in estate, sono gli stessi monti che garantiscono una brezza fresca che rompe la calura del sole. Le precipitazioni sono piuttosto elevate durante tutta la stagione invernale, mentre i fenomeni nevosi sono frequenti nell'esteso territorio, ma più rari (l'ultimo episodio risale al 27 febbraio 2018) nel centro urbano.

• mwvgClassificazione climatica: zona C, 1387 GR/G

Origini del nome

Il nome del paese deriva probabilmente dal termine mwwqlatino mwwgiter (mwwwgen. itineris) ("via, cammino"), evidentemente legato al tracciato della mwxaVia Appia.

Storia

Il sito ebbe una frequentazione in epoca preistorica: sono stati rinvenuti resti di mwxwepoca neolitica (strumenti in pietra e in mwyaossidiana) e dell'mwyqetà del bronzo (Valle Oliva, mwygII millennio a.C.).

Fece parte del territorio degli mwzaAurunci, conquistato quindi dai mwzqRomani, che vi realizzarono la mwzgvia Appia nel mwzw312 a.C. Il sito acquistò importanza come luogo strategico, tuttavia non si formò un nucleo abitato molto consistente, anche se è probabile la presenza di un piccolo centro, se non altro come stazione di posta. Le fonti, in realtà, non fanno diretto riferimento ad alcuna città tra mwaaFondi e mwaqFormia.

Un antico tracciato viario, di cui si sono ritrovati resti di basolato nella località Calvi, collegava il luogo all'attuale mwawSperlonga.

Le prime notizie di un centro abitato chiamato Itri risalgono al mwcq914 (in un atto di vendita è citato uno "Stefano, itrano"). Tra il mwcgIX e l'mwcwXI secolo sorse il primo nucleo fortificato (mwdacastrum) sull'altura che controllava il passaggio della via Appia. La presenza di un serpente sullo stemma cittadino ha dato origine alla leggenda, priva di qualsiasi fondamento, che la fondazione di Itri fosse opera degli abitanti della mitica città costiera di mwdqmwdgAmyclae (ricordata dalle fonti, ma mai identificata), fuggiti nell'interno per un'invasione di serpenti. Secondo tale leggenda il nome Itri deriverebbe dalla figura mitologica dell'mwdwIdra di Lerna.

Il mweqcastrum di Itri fece parte del mwegducato di Gaeta e passò quindi nella mwewcontea di Fondi (ca. 1140), dominata prima dalla famiglia normanna mwfaDell'Aquila, poi dai mwfqCaetani, passando in seguito sotto i mwfgColonna, mwfwGonzaga, mwgaCarafa, mwgqMansfeld e mwggDi Sangro. Appartenne sempre alla mwgwdiocesi di Gaeta. Un altro centro abitato fortificato, sorto a mwhaCampello (mwhqcastrum Campelli), fu abbandonato alla metà del mwhgXV secolo.

L'abitato medievale di Itri sorse sul colle detto Sant'Angelo, che domina la Via Appia, dove si trovano il castello e la chiesa madre di S. Michele (città alta); si espanse solo in seguito nella valle lungo la via Appia (città bassa). I due nuclei sono separati dal torrente Pontone (o Rio Torto). Nel XV secolo un nucleo di ebrei viveva presso il castello, nell'area dell'attuale vicolo Giudea. Nella seconda metà del Quattrocento lmwia'mwiqUniversitas di Itri, con il finanziamento di mwigOnorato II Caetani conte di Fondi, impiantò nella parte bassa di Itri alcune tintorie per i tessuti di lana; quella zona venne chiamata "la Foschia". Una delle attività produttive più importanti di Itri era la quella delle olive "itrane" e dell'olio, che veniva esportato tramite il vicino porto di Gaeta.

A Itri nacque nel mwja1771 fra Diavolo (mwjqMichele Pezza)cite-ref-5[5], che fu prima fuorilegge e quindi colonnello dell'esercito borbonico di mwkgFerdinando IV, in lotta contro l'occupazione dei mwkwFrancesi, che lo presero e impiccarono a Napoli nel mwla1806. La personalità di mwlqfra Diavolo fu ispirazione di diverse opere letterarie, di teatro e cinema.

Dal XIII secolo e fino al mwlw1861 fece parte del mwmaRegno di Napoli (poi mwmqRegno delle Due Sicilie) nell'ambito dell'antica provincia di mwmgTerra di Lavoro, della quale continuò a fare parte anche dopo l'mwmwunità d'Italia, fino al 1927. Poi, durante il periodo fascista, stante il nuovo disegno organizzativo territoriale che comprendeva anche la istituzione delle regioni, nel 1927 l'intera parte settentrionale della provincia di Terra di Lavoro fu scorporata dalla neonata mwnaprovincia di Caserta e assegnata al Lazio (province di Roma e Frosinone). In particolare quasi tutta la parte del mwnqdistretto di Gaeta fu assegnata alla mwngprovincia di Roma. Infine nel 1934, Itri fu inclusa nel territorio della neocostituita mwnwprovincia di Latina (in quell'epoca fascista si chiamava però Littoria).

Nel 1911 erano presenti nel comune cinquecento dei circa mille emigranti mwpqsardi arrivati per lavorare al V lotto della mwpgDirettissima Roma-Napoli. Nel contesto nazionale erano già presenti elementi di razzismo contro i sardi, chiamati mwpwsardegnoli, che non scomparvero fino alle imprese della mwqaBrigata Sassari nella mwqqprima guerra mondiale.cite-ref-6[6]cite-ref-7[7] Gli emigranti ricevevano un salario inferiore rispetto agli altri lavoratori, ma si rifiutarono di pagare ogni tangente alla mwsgcamorra, allora infiltratasi nell'appalto e per tutelarsi cercarono di costituire una lega di autodifesa operaia. Il 12 e 13 luglio, a seguito di futili pretesti, avvengono due imboscate a cui partecipano gli stessi notabili del paese, nell'indifferenza delle forze dell'ordine. Si contarono, non senza difficoltà e intralci, 8 vittime e 60 feriti, tutti sardi,cite-ref-8[8] mentre dalla Corte d'assise di Napoli trentatré imputati furono assolti dai giurati popolari e nove condannati in contumacia. Questo avvenimento verrà ricordato come la mwtwstrage di Itri.

Durante la mwuqseconda guerra mondiale, nel maggio del mwug1944, i bombardamenti distrussero il paese e i suoi monumenti al 75%.

Simboli

Lo stemma e il gonfalone sono stati riconosciuti con DCG del 21 settembre 1933.cite-ref-9[9]

Lo stemma è così descritto dallo statuto comunale (art. 2, comma 1, 10 marzo 2000cite-ref-10[10]):

«Lo stemma del Comune di Itri raffigura un

serpente

con la testa di cane, dritto in palo, linguato, in argento, mostrante i denti canini e la lingua trifide in smalto rosso (oro), con le orecchie tese e il profilo della testa e la figura rivolta a destra dello scudo araldicamente, ossia a sinistra di chi guarda il serpente. Un po' più in alto della sua metà, il corpo si piega in giro da destra a sinistra e poi scende al limite inferiore dello scudo, ripiegandosi da sinistra a destra e la coda si allunga orizzontalmente quasi per far base al corpo drizzato in atto di combattere con la punta di essa rialzata. Presenta a sinistra dello scudo, una testa di

cane

a muso corto, digrignante. Lo Scudo sovrasta la legenda: "SIGNUM SALUTIS-FIDELITAS".

»

Il gonfalone è un drappo di azzurro.

Onorificenze

La città di Itri è stata insignita della mw0gmedaglia di bronzo al valor civile con il mw0wDPR del 26 luglio 1961.

Medaglia di bronzo al valor civile

«Colpita da numerosi bombardamenti aerei e da dure rappresaglie nemiche, sopportava con animo fiero ed impavido le immani distruzioni ed il sacrificio di numerosi suoi figli.»


26 luglio 1961

In occasione del settantesimo anniversario della liberazione della città dall'occupazione tedesca il comune ha dato alle stampe la relazione curata da Giuseppe Pecchia per suffragare la richiesta della medaglia d'oro al valor civile.cite-ref-12[12]

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose

Santuario della Madonna della Civita

Nel territorio di Itri si trova il mw4wsantuario della Madonna della Civita in cui si venera un antichissimo quadro raffigurante una mw5aMadonna nera con Bambino denominata Madonna della Civita.

Convento di San Francesco

Il convento di San Francesco (mw5w1324) (uno dei primi nati nell'arcidiocesi di Gaeta) con la chiesa di San Francesco furono fondati dal conte di Fondi Onorato I Caetani. Collocato nella parte bassa della città si trovava nelle immediate vicinanze della chiesa della Vergine Annunziata (datata mw6g1363, ricostruita dopo i bombardamenti e oggi intitolata a Santa Maria Maggiore). Nell'edificio era presente un oratorio dedicato a mw6wSan Giovanni Battista ed i confratelli vi avevano diritto di sepoltura. Sappiamo dallo statuto itrano, risalente al '400 che mw7aOnorato II Caetani, conte di Fondi vi dimorò per un certo periodo a partire dall'anno mw7q1487. Secondo una mw7gvisita pastorale del mw7w1722cite-ref-13[13], la chiesa era dotata di tre altari: altare maggiore con l'immagine del santo; due altari laterali, del Crocifisso e della Natività di Gesù Cristo. Sembra che sull'altare maggiore si trovasse il dipinto di mw9aCristoforo Scacco mw9qMadonna in trono col Bambino tra i santi Francesco e Giovanni Battista, oggi al museo di Capodimonte. Quello che è rimasto della chiesa e del convento è stato trasformato in abitazioni civili e oggi resta soltanto un affresco conservato in un edificio nella centrale Piazza Incoronazione. Inoltre, dal convento di San Francesco provengono le due colonne dell'altare del mw9gSantuario della Madonna della Civita, così come il lavabo che si trova in sagrestia.

Monastero di San Martino

In origine fuori dall'abitato (presso San Martino in Pagnano), il monastero era stato abbandonato in conseguenza delle leggi di soppressione delle corporazioni religiose nel regno d'Italia, essendo venuto meno il numero legale delle monache. In realtà l'edificio, occupato dalle Suore del Preziosissimo Sangue, era in uno stato di decadimento. Successivamente il monastero mw-qbenedettino di San Martino, fu ricostruito all'interno delle mura. Distrutto anch'esso dai bombardamenti del mw-g1944, è stato quindi ricostruito.

Chiesa di San Michele Arcangelo

La chiesa di San Michele Arcangelo, nella parte alta, risale all'mwaqeXI secolo ed è l'edificio sacro più antico di Itri. A tre navate, l'edificio è in stile arabo-normanno ed ha la caratteristica di avere il campanile quadrato, ornato da piatti in mwaqimaiolica colorati, addossato alla chiesa, in corrispondenza dell'entrata principale, anziché posto di lato. Si articola in quattro piani, dal portale di accesso alla chiesa, a due bifore e una trifora, con coronamento a cuspide. Al suo interno si può ammirare un affresco del mwaqmXV secolo raffigurante la "Vergine con il Bambino" e la statua lignea di mwaqqSan Michele Arcangelo, posta in una nicchia dell'altare maggiore.

Chiesa di Santa Maria di Loreto

In origine su una collina fuori dal paese, ma ormai raggiunta dall'espansione dell'abitato, si trova la chiesa di Santa Maria di Loreto, con annesso convento dei Cappuccini (dal mwaqc1574), da cui deriva il nome "Cappuccini" attribuito alla zona. Quando nel marzo del mwaqg1574 i Padri Cappuccini iniziarono ad utilizzare l'edificio, dapprima in proprietà, poi in enfiteusi (in seguito alla confisca dei beni della Chiesa), quest'ultimo si trovava in una posizione isolata. Il convento fu abitato dai Cappuccini fino al mwaqk1897 e nel mwaqo1910/mwaqs1911, a seguito dell'epidemia di colera che imperversò ad Itri, fu adibito a mwaqwlazzaretto. L'avvento dei mwaq0Padri Passionisti è datato 30 marzo mwaq41943, giorno in cui fu redatto e firmato un atto nel quale il comune d'Itri concedeva in donazione il Convento ai Passionisti. L'opera di ricostruzione mwaq8voluta dal Senatore mwaraPietro Fedele, sposato ad Itri con Donna Tecla De Fabritiis, iniziò nel novembre del mware1941 e fu ultimata dopo il conflitto bellico. Nella chiesa di Santa Maria di Loreto è conservato, tra le altre opere, un dipinto di mwariSan Paolo della Croce (fondatore dei Passionisti), attribuito al pittore mwarmSebastiano Conca (mwarq1676-mwaru1764).

Chiesa di Santa Maria Maggiore

Alla chiesa di S. Maria Maggiore, già della SS. Annunziata, si accede da un semplice ed ampio portico, di stile gotico, con tre archi ogivali e tre portalimwarw (che sono stati ricostruiti dopo le distruzioni della mwar0seconda guerra mondiale), dei quali quello di mezzo, più grande, è anch'esso ogivale e risale al XIV secolo.

mwasmLa tradizione locale dice che il portale vi fosse stato trasportato da mwasqSan Francesco.

Le prime notizie, inerenti alla chiesa, risalgono al 26 marzo 1363, quando essa è ricordata nel testamento del conte di Fondi, mwasoOnorato I Caetani, che fece un lascito di 20 once. Di mwassstile romanico-laziale, è decorata esternamente con fasce di pietra bianca alternate a laterizio, con dei cornicioni posti al termine di ogni piano. mwaswNel mwas01600 la chiesa era a tre navate: quella centrale era coperta a tettoia, con l'altare maggiore ed il coro coperto a volta. In essa vi erano: l'organo, il pulpito, il fonte battesimale e il campanile con due campane. Agli inizi del mwas4XVIII secolo essa fu ampliata ed ebbe radicali restauri. La caratteristica principale del tempio era il soffitto a cassettoni, d'oro zecchino. Quest'ultimo fu successivamente rimosso per un crollo, avvenuto nel 1829, e la chiesa fu rifatta in muratura. Durante la mwas8seconda guerra mondiale l'edificio fu distrutto dai bombardamenti del 1944, ad eccezione del campanile mwataduecentesco (recentemente restaurato). Per evitarne la distruzione, vennero staccati alcuni affreschi ora conservati nella vicina chiesa di San Michele Arcangelo. A seguito della distruzione, la chiesa della SS. Annunziata (all'interno della quale si conserva un Busto argenteo della Madonna della Civita, proprietà del popolo di Itri che contribuì alla sua realizzazione con una questua) fu anche ridenominata chiesa di Santa Maria Maggiore.

Ad oggi, dunque, l'edificio denominato Santa Maria Maggiore si trova in Piazza Annunziata. mwatiL'interno della chiesa è a tre navate: nel lato destro vi è la cappella del Crocefisso con altare in marmo intarsiato, nel cui mwatmpaliotto sono scolpite le Anime del Purgatorio, mentre sopra il mwatqFastigio vi è raffigurata la mwatuSacra Sindone. Quest'opera può riportarsi al mwatyXVIII secolo. Nella medesima cappella la volta è decorata a stucco, con alcuni angeli reggenti gli emblemi della Passione.

mwatgAlcuni sostengono che l'opera fu realizzata nel mwatk1827, per volere del pontefice mwatoLeone XII, ma essa risale al mwatssecolo XVI o, al più tardi, al mwatwXVII secolo. Nell'altare della navata sinistra riposa il corpo di San Costanzo martire, i cui resti sono ricoperti da vesti ricamate. Una tela molto interessante, raffigurante la «Predica di mwat0San Tommaso d'Aquino davanti al Papa ed a un re» (forse mwat4Carlo I d'Angiò), era nella mwat8predella della cappella della navata sinistra.

Architetture militari

Il Castello di Itri

Il castello di Itri, possente fortezza medioevale, alta e maestosa, è collocato sulla parte più elevata della collina denominata Sant'Angelo. Esso si articola intorno ad una torre pentagonale con piccola cinta merlata (attribuita al mwaugduca di Gaeta mwaukDocibile I nell'mwauo882). Nel 950 il nipote di Docibile, Marino I, fece costruire una seconda torre quadrata più alta e maestosa della prima. In seguito, il castello fu oggetto di nuovi lavori, con la costruzione della parte abitativa, del torrione cilindrico e del mwauscammino di ronda (mwauw1250) che li unisce.

Il torrione cilindrico è anche detto "Torre del coccodrillo", in quanto secondo la leggenda in questa torre si trovava dell'acqua con uno di questi animali, al quale venivano dati in pasto i condannati a morte.

A questo complesso appartiene anche un fortilizio (la cavea) con tre piccole torrette cilindriche disposte ad un livello inferiore e visibili dall'entrata principale del castello: questa parte era adibita a luogo di ristoro per cavalli, servitù e gendarmi. Dalla cavea si può vedere, grazie ad un cancelletto, il ghetto ebraico (vico Giudea) dove si trovava anche una piccola sinagoga, ormai scomparsa.

La parte del castello destinata ad abitazione si sviluppa su due piani, ciascuno diviso in tre sale. Entrando, immediatamente a sinistra si presentano tre sale e, dalla seconda, si può accedere, grazie ad una scalinata, al piano inferiore. Questo piano è costituito da tre vasti spazi destinati ad uso domestico, come lasciano supporre i resti del forno e della vasca utilizzata per conservare il cibo, ancora visibili nella stanza sulla sinistra. Si può anche osservare l'antica cisterna dove erano raccolte le acque piovane. Al secondo piano è possibile vedere i resti di quello che era un camino ed un affresco rappresentante mwavqSant'Antonio abate e Madonna lattante con il Bambino. In questo punto, infatti, fu fatta costruire dalla famiglia mwavuCaetani una cappella privata che fa pensare che la sala antistante fosse una camera da letto. Secondo alcune leggende, sarebbe possibile sentire dei fantasmi lamentarsi nelle notti di temporale e, soprattutto, veder fluttuare dei mantelli lungo il cammino di ronda che collega il castello alla "Torre del Coccodrillo". Salendo l'ultima rampa di scale della torre quadrata si accede a un'ampia terrazza da cui è possibile godere un vasto panorama.

Il castello ospitò anche mwavcGiulia Gonzaga, contessa di mwavgFondi e donna famosa per aver accolto nella sua dimora artisti e letterati dell'epoca quali mwavkVittoria Colonna, mwavoMarcantonio Flaminio, mwavsVittore Soranzo, mwavwFrancesco Maria Molza, mwav0Francesco Berni, il pittore mwav4Sebastiano del Piombo - che le fece il ritratto - mwav8Pietro Paolo Vergerio, mwawaPietro Carnesecchi, mwaweJuan de Valdés.

Danneggiato dai bombardamenti durante la mwawmseconda guerra mondiale, è stato acquistato dalla mwawqprovincia di Latina nel mwawu1979 per un prezzo simbolico dal dottor Francesco Saverio Ialongo e poi ceduto al comune d'Itri. Una volta restaurato, il castello avrebbe dovuto ospitare il "Museo del brigantaggio". Durante i lavori di restauro, in seguito ad una richiesta di fondi dalla Comunità Europea, il sindaco e la giunta itrana hanno ritenuto opportuna la collocazione del suddetto museo in una diversa zona del paese, località Madonna delle Grazie.

L'inaugurazione della prima parte restaurata del castello è avvenuta il 4 giugno mwawc2003, il 14 settembre 2007 è stato aperto l'intero complesso.

Siti archeologici

Forte di Sant'Andrea e resti della Via Appia - Il Tempio di Apollo

In direzione di Fondi, nella gola di Sant'Andrea, è stato rimesso in luce e valorizzato un tratto dell'antico percorso della mwawsvia Appia Antica. Qui, sui ruderi di una villa romana di mwawwetà repubblicana (mwaw0I secolo a.C.), sorgeva un forte che fu utilizzato da fra' Diavolo nella difesa contro i Francesi nel mwaw41798. Nella valle di Sant'Andrea si trova uno dei tratti più suggestivi e meglio conservati dell'Antica Appia lungo la mwaw8via Francigena del sud. Lungo i 3mwaxa km di percorso, ai lati della strada romana era presente una sorta di marciapiedi, tuttora visibile in alcuni tratti. Il lato a valle dell'itinerario era terrazzato con imponenti mura costruite a opera poligonale e lungo la strada si possono ancora osservare ciò che rimane delle costruzioni di difesa dai briganti e dei posti di blocco borbonici. All'incirca a metà del percorso la via è dominata dal forte di Sant'Andrea, edificato sui resti di un antico tempio dedicato ad mwaxeApollo e di cui sono a oggi visibili le cisterne a volta all'interno dei terrazzamenti. La costruzione dell'edificio rispose all'esigenza di fortificare il passo, situato in una posizione strategica e delicata, in coincidenza con l'ingresso nel mwaxiRegno di Napoli. Nell'area si svolsero diverse battaglie, una fra più celebri riguardò lo scontro nel 1799, quando fra Diavolo impedì la penetrazione delle truppe napoleoniche nel Napoletano. In età tardoantica sui ruderi del tempio fu edificata una cappella votata a Sant'Andrea Apostolo, da cui prende il nome il forte e la valle. L'eccellente stato di conservazione di questo tratto dell'antico percorso romano, rende quest'area un vero e proprio museo a cielo aperto della tecnica stradale romana.

Altro

mwaxuFontana Gioacchino Murat, di pietra, originariamente in piazza dell'Annunziata, ora in piazza Armando Diaz. Di forma circolare, a due vasche, si dice costruita tra il 1810 e il 1812 per volere di Gioacchino Murat, re di Napoli.

mwaxcMonumento ai Caduti, in piazza Guglielmo Marconi, statua in bronzo di Edelweiss Frezzan (1962).

mwaxkArco della Pace, in piazza Sandro Pertini, monumento formato da un arco con fontana decorata da due rane; è opera dello scultore Giuseppe (Peppino) Quinto (1989).

Aree naturali

• mwax8Monte Ruazzo
• Le Rave Fosche, costituite da un rilievo ad est dell'abitato di Itri, raggiungibile a piedi dalla località Postacchio. La caratteristica geolitica di questo monte è la presenza di formazioni calcare imponenti di colore bianco-grigiastro (Rave Fosche) e rossicce per l'alto contenuto in ossido di ferro (Rave Rosse). Sono presenti anche caverne di particolare conformazione, tra cui la celebre Caverna di mwayefra Diavolo, il brigante Michele Pezza.

Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiticite-ref-14[14]

Etnie e minoranze straniere

Al 31 dicembre 2017, secondo i dati Istat, risultano residenti nel comune mways964 cittadini stranieri. Le nazionalità più rappresentate sono:cite-ref-15[15]

• mwaziRomania - 469
• mwazqAlbania - 47
• mwazyNigeria - 36
• mwazgStati Uniti d'America - 31
• mwazoGambia - 29
• mwazwUcraina - 29
• mwaz4Repubblica Dominicana - 28
• mwaaaGhana - 24
• mwaaiGermania - 24
• mwaaqSenegal - 22

Tradizioni e folclore

• 25 aprile: Pellegrinaggio al mwaaoSantuario della Madonna della Civita contro la siccità
• 21 luglio: Festa della Madonna della Civita

Fuochi di San Giuseppe

I Fuochi di mwabiSan Giuseppe (mwabmlì fuòc d' Sangiusépp' in dialetto itrano) è una manifestazione tradizionale che si svolge ogni anno, la sera del 19 marzo. È una manifestazione popolare che coinvolge attivamente tutti gli abitanti di Itri, borgo ai piedi dei mwabqMonti Aurunci.

La manifestazione è caratterizzata dall'accensione di grossi Falò nei vari rioni del paese accompagnata da musiche e suonate popolari, danze, balli e degustazione di prodotti tipici locali come le mwabyzeppole fritte itrane, la salsiccia Itrana, l'mwabcoliva d'Itri, le bruschette con olio itrano, il formaggio marzolino e altri prodotti locali.

I fuochi di San Giuseppe sono la più antica delle tradizioni itrane e le sue origini si perdono nei secoli.cite-ref-16[16]

Nella tradizione si fondono aspetti del mwacmpaganesimo con quelli della religiosità cristiana: al ringraziamento di mwacqsan Giuseppe, infatti, si unisce il rito arcaico del fuoco "purificatore", che pur non avendo nessun rapporto con la vita del santo, è stato mwacusincretisticamente associato alla sua festa in quanto coincidente con la fine dell'inverno e l'inizio della primavera.cite-ref-17[17]

Era usanza dei mwacsfalegnami del borgo ripulire le botteghe ed i magazzini dagli scarti della lavorazione ed allestire i falò, nei secoli passati di minori dimensioni, ma sicuramente molto numerosi, anche in onore del santo loro patrono e protettore. Sulla cima di ogni fuoco veniva e viene tuttora posto un manichino fatto con stracci vecchi (mwacwmàmmuòcc') simboleggiante l'inverno terminato.

Cultura

Istruzione

Scuole

Ad oggi si contano sul territorio cittadino 6 scuole di ogni ordine e grado: 2 Scuole dell'infanzia, 1 scuola primaria, 1 secondaria di I grado e 1 scuola secondaria di II grado-Istituto Professionale Agrario.

Biblioteche

La Biblioteca Comunale è situata in Piazza Umberto I 13, ove si trovano anche gli uffici dell'Amministrazione Comunale. La biblioteca aderisce al Sistema Bibliotecario del Lazio Meridionale e vanta una sezione specialistica dedicata al Brigantaggio nel Meridione d'Italia.

Musei

Museo del brigantaggio, centro di ricerca, documentazione e divulgazione del fenomeno del brigantaggio nel basso Lazio.cite-ref-18[18]

Media

Televisione

Itritv, nata nel 2007, chiude i battenti, temporaneamente, nel 2009. A partire dall'anno successivo, il 2010, l'emittente torna a trasmettere sul digitale terrestre. Dal 2011 fa parte del bouquet di GARI TV, visibile in tutto il Lazio sul canale 293, assumendo il nome di "Itri Tv Gari Tv1". Oggi l'emmittente collabora con Telegolfo RTG è visibile sul canale 112 nella regione mwadwLazio e sul canale 810, nella regione mwad0Campania

Cinema

Questa è la lista dei film che hanno avuto come ambientazione parti del territorio comunale o della città:

• alcune scene del film mwaeiNon c'è pace tra gli ulivi (mwaem1950), diretto da mwaeqGiuseppe De Santis, sono state girate a Itri;
• alcune scene del film mwaeyLa ciociara, diretto da mwaecVittorio De Sica (mwaeg1960) con mwaekSophia Loren, mwaeoJean-Paul Belmondo, mwaesEleonora Brown, mwaewRaf Vallone, sono state girate a Itri.
• alcune scene del film mwae4La Bibbia, diretto da mwae8John Huston, furono girate a Itri in zona Magliana (le scene di mwafaCaino e mwafeAbele).
• alcune scene del film mwafmScipione detto anche l'Africanocite-ref-19[19]cite-ref-20[20] di mwafwLuigi Magni (mwaf01971) furono girate a Itri.
• alcune scene della mwaf8fiction mwagaUn ciclone in famiglia di mwageCarlo Vanzina, con mwagiMassimo Boldi e mwagmBarbara De Rossi, sono state girate a Itri nel mwagq2005.

Geografia antropica

Suddivisioni storiche

L'abitato di Itri è suddiviso in vari quartieri: Madonnella, Conceria, San Gennaro, Piazza, Cavone, Le Cupe, i Cappuccini, lo Straccio, Madonna delle Grazie, Lago, la Torretta, Santa Lucia, Sant'Angelo, Santa Maria degli Angeli.

Località

Questo l'elenco delle principali contrade campestri in cui è suddiviso il territorio di Itri: Calabretto, Calvi, Campanaro, mwagoCampello, Campiglioni, Campo Dentro, Campoli, Casa Caprara, Ciovareccia, Comignano, Corano, Giovenco, La Mustaga, Lazzano, Le Vaglie, Licciano, Magliana, Marciano, Mezzabrino, Migliorano-Intignano, Monte Vivolo, Montepiano, Ortolino-Santamariabella, Palma, Pagnàno, Paretola, Posaturo, Raìno, San Cristoforo, San Giacomo, San Martino Cese le Pigne, San Nicola, Sant'Andrea, Sant'Elmo, Sant'Onofrio, Santo Stefano, mwagsStazione di Itri, Trasta, Terragona, Tre Cancelle, Vacastello, Vagnoli, Valle Colella, Valle d'Itri, Valle Rosa, Valle Fredda, Vastomano, Vignòle.

Economia

L'agricoltura è la principale attività economica ed è incentrata sulla produzione dell'mwag4Oliva di Itri, con produzione di olive in salamoia e di olio, ottenuto con spremitura a freddo. Nel territorio di Itri inoltre si produce l'mwag8Abbuoto, un vino rosso molto pregiato noto anche al tempo dei Romani, lo cita anche il poeta Orazio nell'Ode I,37. Nel corso degli ultimi anni, il flusso turistico da Roma, Napoli, da altre regioni e anche dall'estero, è aumentato considerevolmente. Il comune di Itri, insieme ad altri territori vicini, fa parte del Consorzio Industriale Sud Pontino.cite-ref-21[21]

Di seguito la tabella storica elaborata dall'Istat a tema mwahcUnità locali, intesa come numero di imprese attive, ed addetti, intesi come numero addetti delle unità locali delle imprese attive (valori medi annui).cite-ref-imprese-22-0[22]

| | 2015 | | | | | | 2014 | | 2013 | |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| | Numero imprese attive | % Provinciale Imprese attive | % Regionale Imprese attive | Numero addetti | % Provinciale Addetti | % Regionale Addetti | Numero imprese attive | Numero addetti | Numero imprese attive | Numero addetti |
| Itri | 707 | 1,80% | 0,16% | 1.571 | 1,29% | 0,1% | 668 | 1.466 | 657 | 1.465 |
| Latina | 39.304 | | 8,43% | 122.198 | | 7,75% | 39.446 | 120.897 | 39.915 | 123.310 |
| Lazio | 455.591 | | | 1.539.359 | | | 457.686 | 1.510.459 | 464.094 | 1.525.471 |

Nel 2015 le 707 imprese operanti nel territorio comunale, che rappresentavano il 1,80% del totale provinciale (39.304 imprese attive), hanno occupato 1.571 addetti, l'1,29% del dato provinciale (122.198 addetti); in media, ogni impresa nel 2015 ha occupato due persone (2,22).

Infrastrutture e trasporti

Strade

Strade statali
La principale mwamestrada statale che attraversa il territorio di Itri è la mwamistrada statale 7 Via Appia, che attraversa il territorio comunale in direzione nord-sud. Un'altra strada statale molto importante è la mwammstrada statale 82 della Valle del Liri o Civita Farnese, che, partendo da Itri, percorre tutta la mwamqvalle del Sacco, per arrivare fino ad mwamuAvezzano, in mwamyAbruzzo. Vi è, infine, la mwamcstrada statale 213 Via Flacca che lambisce il territorio itrano nella zona costiera.

Strade provinciali
L'unica mwamsstrada provinciale che attraversa il comune di Itri, di competenza della mwamwprovincia di Latina, è quella che collega Itri a Sperlonga.

Ferrovie

La mwam8stazione di Itri è situata lungo la mwanalinea Roma-Formia-Napoli.

Mobilita extraurbana

I bus mwanmCotral collegano Itri con tutte le località limitrofe, tra le quali mwanqFondi, mwanuFormia, mwanyGaeta, mwancMinturno, mwangTerracina e mwankLatina.

Amministrazione

Nel 1927 passa dalla provincia di mwanwTerra di Lavoro alla mwan0provincia di Roma nel Lazio e nel 1934 passa alla nuova mwan4provincia di Littoria costituita dal governo fascista dell'epoca.

| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 7 marzo 1987 | 16 settembre 1989 | Pasquale Ciccone | PSI | Sindaco | |
| 16 settembre 1989 | 24 giugno 1992 | Domenico Del Bove | PSI | Sindaco | |
| 24 giugno 1992 | 13 giugno 1994 | Giovanni Agresti | DC | Sindaco | |
| 12 giugno 1994 | 6 agosto 1996 | Egidio Agresti | lista civica | Sindaco | [ 23 ] |
| 4 settembre 1996 | 17 novembre 1996 | Caterina Amato | | Comm. pref. | |
| 17 novembre 1996 | 13 maggio 2001 | Giovanni Ialongo | centro-destra | Sindaco | |
| 13 maggio 2001 | 28 maggio 2006 | Giovanni Agresti | centro-destra | Sindaco | |
| 28 maggio 2006 | 15 maggio 2011 | Giovanni Agresti | centro-destra | Sindaco | |
| 15 maggio 2011 | 1º luglio 2015 | Giuseppe De Santis | lista civica | Sindaco | |
| 9 luglio 2015 | 6 giugno 2016 | Raffaella Vano | | Comm. pref. | |
| 6 giugno 2016 | 4 ottobre 2021 | Antonio Fargiorgio | lista civica | Sindaco | |
| 4 ottobre 2021 | 19 marzo 2024 | Giovanni Agresti | lista civica | Sindaco | |
| 19 aprile 2024 | 26 maggio 2025 | Antonietta Lonigro | | Comm. pref. | |
| 26 maggio 2025 | in carica | Andrea Di Biase | lista civica | Sindaco | |

Gemellaggi

• mwaogCranston

Altre informazioni amministrative
Sport

Le società sportive presenti a Itri sono:

Calcio

• A.S.D. Itri Calcio, che milita nei campionati dilettantistici del Lazio.
• mwapuA.S.D. Manzi Giovanni Itri F.C., che milita nei campionati dilettantistici del Lazio.

Ginnastica

• A.S.D. Ginnastica Nike (mwapoginnastica ritmica), fondata nel 1982 e militante nel settore promozionale e agonistico della FGI e Confsport.

Pallacanestro

• Basket Itri, militante nel campionato di DR1 del Lazio nella stagione 2024/25

Pallavolo

• A.S.D. mwaqmPallavolo - militante mwaqqSerie D nazionale.

Tamburello

• Società di mwaqktamburello femminile - militante in serie A nazionale.

Impianti sportivi

• Impianto Sportivo Bocce, Corso Appio Claudio
• Impianto Sportivo Comunale, Via Gramsci
• Struttura Geodetica, Via Giovenco
• Sporting Club Calcetto Park, Strada Itri-Sperlonga
• Tennis Club Raino, Via Civita Farnese

Altro

Nel mwarm1992 e nel mwarq1996 da Itri è passato il mwaruGiro d'Italia.

Note

cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mwar4mwar8mwasaBilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su mwasedemo.istat.it, mwasiISTAT.
cite-note-divamm-sismica-21. mwasymwascmwasgClassificazione sismica (mwaskmwasoXLS), su mwassrischi.protezionecivile.gov.it.
cite-note-template-divisione-amministrativa-gradi-giorno-32. mwas8mwatamwateTabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (mwatimwatmPDF), in mwatqciterefmwatuLeggemwaty mwatc26 agosto 1993, n. 412, allegato A, mwatgAgenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p.mwatk 151. mwatoURL consultato il 25 aprile 2012 mwats(archiviato dall'mwatwurl originale il 1º gennaio 2017).
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cite-note-88. mwawaEugenia Tognotti, mwawemwawiItri, 1911 «caccia» al sardo (mwawmmwawqPDF), in mwawuIl Messaggero Sardo, 21 luglio 1987. mwawyURL consultato il 22 giugno 2007 mwawc(archiviato dall'mwawgurl originale l'8 ottobre 2007).
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cite-note-1515. mwa0emwa0imwa0mDati ISTAT al 31 dicembre 2017, su mwa0qdemo.istat.it. mwa0uURL consultato il 17 luglio 2018.
cite-note-1616. mwa0kmwa0omwa0sI fuochi di San Giuseppe, su mwa0wSito istituzionale del comune di Itri. mwa00URL consultato il 26 aprile 2018.
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cite-note-1818. mwa1gmwa1kmwa1omuseo del brigantaggio, su mwa1smuseobrigantaggio.it. mwa1wURL consultato l'8 settembre 2025.
cite-note-1919. mwa2aIsa Grassano, mwa2emwa2iLuoghi della 'Ciociara'mwa2m, su mwa2qrepubblica.it, 23 maggio 2007. mwa2uURL consultato il 13 giugno 2019.
cite-note-2020. mwa2kmwa2omwa2sItri, la piccola Cinecittàmwa24, su mwa3yvisitlazio.com. mwa3cURL consultato il 13 aprile 2018.
cite-note-2121. mwa3smwa3wmwa30Consorzio industriale Sud Pontino, su mwa34consorzioindustrialesudpontino.it.
cite-note-imprese-2222. mwa4imwa4mmwa4qAtlante Statistico dei comuni dell'Istat, su mwa4uasc.istat.it. mwa4yURL consultato il 3 febbraio 2020 mwa4c(archiviato dall'mwa4gurl originale il 14 gennaio 2020).
cite-note-234. Sfiduciato dal mwa4wConsiglio Comunale.

Bibliografia

• L. Quilici, mwa5aIl tempio di Apollo ad clivum Fundanum mwa5esulla Via Appia al valico di Itri, in L. Quilici, S. Quilici Gigli (a cura di), mwa5iSantuari e luoghi di culto nell'Italia antica, 2003.
• B. Angeloni, G. Pesiri, mwa5qApprezzo dello Stato di Fondi fatto dalla Regia Camera nell’anno 1690, edizione con note di commento, Firenze 2008.
• mwa5yGiovanni Pesiri, Insediamenti ebraici a Fondi e negli altri feudi dei Caetani nel Regno di Napoli (secoli XIII-XVI)., in Gli Ebrei a Fondi e nel suo territorio, Atti del Convegno, Fondi, 10 maggio 2012, a cura di G. Lacerenza, Napoli 2013, pp. 89-161., 1º gennaio 2013. URL consultato il 1º ottobre 2024.

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Collegamenti esterni

• Sito ufficiale, su comune.itri.lt.it.